DAE 2016 ::: Roberto Kusterle

ENG Starting with painting and installations and then finding his own voice with photography, Roberto Kusterle is active in the visual arts field since the Seventies. Through years of experimentation he focused the crucial subjects of his work: human, animal…

DAE 2016 ::: Roberto Kusterle

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Starting with painting and installations and then finding his own voice with photography, Roberto Kusterle is active in the visual arts field since the Seventies. Through years of experimentation he focused the crucial subjects of his work: human, animal and plant continuity, body as mediator, gaze’s denial and ironic and ambiguous attitude to make the viewer question himself.
He chose photography to keep the relationship between fiction and reality tight. His method is really personal: shooting is just the ultimate action in his complex and articulated creative process.
During his career, Kusterle used photosensitive emulsions, resins, glass and natural elements to create installations and photographic three-dimensional objects, as well as graphic digital techniques. He did portraits of clay covered bodies in his studio and meadows, ponds and dry riverbeds of Gorizia landscape.
Together with film-maker Ferruccio Goia he realized some experimental movies, adding some time develpoment characteristics to his artistic investigation, among them “Domenica dei fiori” has been selected at Paris Festival International Jean Rouch and awarded as best documentary at Lago Film Festival.
Kusterle had collective and personal exhibitions in Italy, Europe and USA.

ITA
Intervista a Roberto Kusterle in occasione del festival di arte multimediale DobiArtEventi 2016.

Attivo dagli anni Settanta nel campo delle arti visive, Roberto Kusterle si dedica alla pittura e alle installazioni fino all’incontro con la fotografia, che elegge strumento ideale della propria ricerca espressiva.
Le sperimentazioni degli anni successivi portano alla luce i temi essenziali della sua poetica: la continuità tra i mondi umano, animale e vegetale, il ruolo mediatore del corpo, la negazione dello sguardo, l’esercizio costante dell’ironia, dell’ambiguità e dello spiazzamento per dare forma a un’idea e stimolare l’osservatore a interrogarsi.
L’uso della fotografia è finalizzato a mantenere viva la tensione tra finzione e realtà. L’approccio dell’artista allo strumento è molto personale; lo scatto, infatti, rappresenta solo l’ultima “azione” di un percorso creativo complesso e articolato.
Nel corso della sua carriera Kusterle ha impiegato emulsioni fotosensibili, resine, vetro ed elementi naturali, per creare installazioni e oggetti fotografici tridimensionali, e adottato tecniche digitali di elaborazione grafica, ha ritratto corpi ricoperti di argilla nel suo studio, così come prati, stagni e alvei di fiumi in secca del paesaggio goriziano.
Con il film-maker Ferruccio Goia ha anche realizzato alcuni cortometraggi sperimentali, che aggiungono spessore temporale e processualità ai temi e alle atmosfere esplorati in fotografia, tra cui “Domenica dei fiori”, selezionato al Festival International Jean Rouch di Parigi e premiato come miglior documentario al Lago Film
Festival.
Ha esposto in mostre collettive e personali in tutta Italia, in Europa e negli Stati Uniti. Per DAE, Kusterle ha offerto una rara occasione per scoprire e comprendere il suo complesso processo creativo, illustrando i metodi e le tecniche che utilizza nelle sue sperimentazioni fotografiche.

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